lunedì 5 maggio 2008

Leonardo da Vinci

Nessuna umana investigazione si può dimandare vera scienza,
s'essa non passa per le matematiche dimostrazioni

giovedì 1 maggio 2008

Howard Gardner

Quanto più al bambino si mostra esattamente come fare qualcosa, tanto meno egli sarà propenso a cercare da solo le soluzioni di tali problemi.
Per sviluppare il proprio potenziale creativo il bambino deve imparare a pensare con la propria testa per risolvere per proprio conto i problemi e perfino scoprire nuovi problemi per i quali sono necessarie soluzioni creative...

...il genio è nascosto in ognuno di noi

Come fai a trasmettere ai tuoi alunni l’amore per la matematica? Come fai a coinvolgerli, appassionarli?

Sono abbastanza istrionica, uso un pizzico di trasgressione, qualche parola non convenzionale, dei codici riservati solo alla classe per avere dei segreti matematici……. (grande bugia, ma ai bambini piace da morire sapere che loro sono i primi a sapere “cose da grandi”, di solito quando si fa questo ci si chiude in classe e si parla a bassissima voce).
Ho chiesto ai genitori di dare autonomia ai loro figli e di non seguirli ma soprattutto di non trasmettere loro le proprie ansie (di regola con le divisioni è una tragedia). Sto molto attenta alle espressioni che uso quando spiego: ho abolito dal mio vocabolario, per esempio, la parola “difficile”, ne uso altre (elaborato, complesso, più lungo….) in modo da farli sentire a proprio agio anche quando si affrontano argomenti un po’ ostici o pesantemente noiosi. Sono liberi di risolvere le situazioni problematiche come meglio credono, ma poi devono essere convincenti nella spiegazione della loro soluzione. Giochiamo a “metterci alla prova” negli esercizi di abilità di calcolo e spesso sono loro che mettono a disposizione le proprie conoscenze. (Una volta, dovevo iniziare a spiegare l’algoritmo di un’operazione, ma ho passato il testimone a due miei alunni perché avevano sufficienti competenze per gestire in modo egregio la situazione: è proprio vero, spesso la maestra non serve!!!!!) Sono una sostenitrice indefessa dell’errore, con questo si costruiscono lezioni incredibili. Con tentativi ed errori si realizza un percorso consapevole e convincente. Non tutti i bambini arrivano alla fine della quinta sedotti dalla matematica (non possono mica essere tutti scienziati, ci sono anche i letterati), ma sicuramente tutti arrivano senza averne paura, (devo competere anche con la mia collega di italiano e storia che è bravissima). Io credo fermamente in quello che faccio e questo credo “passa” durante le lezioni, quando scopro qualcosa di nuovo mi stupisco e rendo partecipi anche i miei bambini di questo stupore (qualcuno mi guarda male, ma la maggior parte si fa coinvolgere piacevolmente).

mercoledì 30 aprile 2008

Camillo Bortolato

"La via per giungere alla conoscenze è sempre la più semplice,
anche nella matematica"

lunedì 28 aprile 2008

Lewis Carrol

“Sai fare l’Addizione?”, domandò la Regina Bianca. “Quanto fa uno più uno più uno più uno più uno più uno più uno più uno?”.
“Non so”, riconobbe Alice. “Ho perduto il conto.”
“Non sa fare l’Addizione”, interruppe la Regina Nera. “Sai fare la Sottrazione? Quanto fa otto meno nove?”
“Otto meno nove non si può fare, sapete”, ribatté pronta Alice: “ma…”
“Non sa fare la Sottrazione”, disse la Regina Bianca. “Sai fare la Divisione? Dividi una pagnotta con un coltello, qual è la risposta?”
“Immagino…”, stava cominciando Alice, ma la Regina Nera rispose per lei. “Pane e burro naturalmente. Prova a fare un’altra Sottrazione. Togli un osso a un cane: che cosa resta?”
Alice rifletté un momento. “Certo non l’osso, se lo tolgo…e neppure il cane; verrebbe a darmi un morso, e sono certa che non rimarrei neppure io!”
“Allora credi che non resti nulla?”, chiese la Regina Nera.
“Credo proprio che la risposta sia questa.”
“Sbagliato, come al solito”, dichiarò la Regina Nera: “resterebbe la pazienza del cane”.

LEWIS CARROL, Attraverso lo specchio magico

giovedì 17 aprile 2008

Einstein docet


"Non tutto quello che si può contare
conta,
e non tutto quello che conta
si può contare"
Einstein