Come fai a trasmettere ai tuoi alunni l’amore per la matematica? Come fai a coinvolgerli, appassionarli?
Sono abbastanza istrionica, uso un pizzico di trasgressione, qualche parola non convenzionale, dei codici riservati solo alla classe per avere dei segreti matematici……. (grande bugia, ma ai bambini piace da morire sapere che loro sono i primi a sapere “cose da grandi”, di solito quando si fa questo ci si chiude in classe e si parla a bassissima voce).
Ho chiesto ai genitori di dare autonomia ai loro figli e di non seguirli ma soprattutto di non trasmettere loro le proprie ansie (di regola con le divisioni è una tragedia). Sto molto attenta alle espressioni che uso quando spiego: ho abolito dal mio vocabolario, per esempio, la parola “difficile”, ne uso altre (elaborato, complesso, più lungo….) in modo da farli sentire a proprio agio anche quando si affrontano argomenti un po’ ostici o pesantemente noiosi. Sono liberi di risolvere le situazioni problematiche come meglio credono, ma poi devono essere convincenti nella spiegazione della loro soluzione. Giochiamo a “metterci alla prova” negli esercizi di abilità di calcolo e spesso sono loro che mettono a disposizione le proprie conoscenze. (Una volta, dovevo iniziare a spiegare l’algoritmo di un’operazione, ma ho passato il testimone a due miei alunni perché avevano sufficienti competenze per gestire in modo egregio la situazione: è proprio vero, spesso la maestra non serve!!!!!) Sono una sostenitrice indefessa dell’errore, con questo si costruiscono lezioni incredibili. Con tentativi ed errori si realizza un percorso consapevole e convincente. Non tutti i bambini arrivano alla fine della quinta sedotti dalla matematica (non possono mica essere tutti scienziati, ci sono anche i letterati), ma sicuramente tutti arrivano senza averne paura, (devo competere anche con la mia collega di italiano e storia che è bravissima). Io credo fermamente in quello che faccio e questo credo “passa” durante le lezioni, quando scopro qualcosa di nuovo mi stupisco e rendo partecipi anche i miei bambini di questo stupore (qualcuno mi guarda male, ma la maggior parte si fa coinvolgere piacevolmente).
giovedì 1 maggio 2008
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